I Lavoratori della Maflow di Trezzano (MI) sono contro la proposta di chiusura sponsorizzta dalla triplice, e sostengono le Lavoratrici e i Lavoratori che difendono il posto di lavoro con la lotta, all'interno del presidio Manuli.
Soltanto una azione forte di contrasto può fermare l'avidità del capitalismo, nella specie della fam.Manuli, che già nel 2004 ha incassato oltre 140 milioni, di questi 90 milioni di euro di plusvalenze dalla vendita del ramo d'azienda Manuli Automotive, oggi Maflow, che grazie a quel operazione caricata totalmente sulle spalle dei Lavoratori, gli stessi oggi stanno subendo una procedura concorsuale, che potrebbe mettere fine alla trentennale storia del sito industriale milanese, spogliando le Lavoratrici e i Lavoratori del proprio reddito. Abbiamo messo il link del vostro sito sul nostro blog.http://vogliamocontinuarealavorareallamaflow.blogspot.com/
Asta la victoria siempre.
mercoledì 11 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
O.D.G. approvato in assemblea 09 novembre 2009
L’assemblea dei Lavoratori Maflow e Man servizi entrambe in amministrazione straordinaria, del giorno 09 novembre 2009, valutato il pessimo scenario economico e produttivo derivante da:
una mole di debiti contratti dalla società negli anni che dal 2004 con l’acquisizione del ramo d’azienda Manuli Automotive ad un prezzo di € 140milioni a fronte di una valutazione nei bilanci manuli rubber di €16milioni, più altre operazioni tutti a debito, come l’acquisto della multinazionale Codan del valore di quasi €10milioni con finanziamenti a lungo termine, fino alla vendita dei capannoni di Trezzano sul Naviglio nel 2007, ed altre operazioni finanziarie descritte nella relazione dei commissari fino ai primi mesi del 2008, tutte acquisizioni apparentemente scellerate, (ci riserveremo in futuro di fare un esposto alla magistratura per verificare la legittimità di queste operazioni), tutte operazioni che hanno caricato di debiti i bilanci della società Maflow.
La situazione produttiva, con il lento abbandono del principale cliente BMW, resta molto critica, per il proseguimento delle attività produttive nel prossimo futuro.
L’assemblea ritiene necessario autoconvocare un assemblea permanente, per valutare le novità che l’amministrazione straordinaria mette in atto per sanare questa situazione, e promuovere azioni di contrasto qualora si prevedano delle condizioni di svantaggio verso i dipendenti, nonché allacciare rapporti con altri Lavoratori in crisi per obbligare la scelte degli enti istituzionali, comune, provincia, regione, governo ed altri a salvaguardare tutti i posti di lavoro.
Il lavoro è un diritto ed un dovere di tutti i cittadini, garantito dalla costituzione all’art.1. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Il Lavoro, ed il reddito derivante dal lavoro consentono i dipendenti di essere emancipati socialmente ed avere una vita libera e dignitosa.
L’assemblea ritiene gli azionisti del fondo ilp i responsabili di questa situazione, e l’ing. Francione è stato il braccio che ha messo in atto questo atto criminoso verso i dipendenti e i creditori, pertanto riteniamo l’ing. Francione persona non gradita, e chiediamo il suo allontanamento immediato, altrimenti i lavoratori metteranno in campo azioni per evitare il suo ingresso in azienda.
L’assemblea permanente si riunirà nel presidio permanente davanti i cancelli della maflow.
Trezzano sul naviglio 09 novembre 2009
una mole di debiti contratti dalla società negli anni che dal 2004 con l’acquisizione del ramo d’azienda Manuli Automotive ad un prezzo di € 140milioni a fronte di una valutazione nei bilanci manuli rubber di €16milioni, più altre operazioni tutti a debito, come l’acquisto della multinazionale Codan del valore di quasi €10milioni con finanziamenti a lungo termine, fino alla vendita dei capannoni di Trezzano sul Naviglio nel 2007, ed altre operazioni finanziarie descritte nella relazione dei commissari fino ai primi mesi del 2008, tutte acquisizioni apparentemente scellerate, (ci riserveremo in futuro di fare un esposto alla magistratura per verificare la legittimità di queste operazioni), tutte operazioni che hanno caricato di debiti i bilanci della società Maflow.
La situazione produttiva, con il lento abbandono del principale cliente BMW, resta molto critica, per il proseguimento delle attività produttive nel prossimo futuro.
L’assemblea ritiene necessario autoconvocare un assemblea permanente, per valutare le novità che l’amministrazione straordinaria mette in atto per sanare questa situazione, e promuovere azioni di contrasto qualora si prevedano delle condizioni di svantaggio verso i dipendenti, nonché allacciare rapporti con altri Lavoratori in crisi per obbligare la scelte degli enti istituzionali, comune, provincia, regione, governo ed altri a salvaguardare tutti i posti di lavoro.
Il lavoro è un diritto ed un dovere di tutti i cittadini, garantito dalla costituzione all’art.1. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Il Lavoro, ed il reddito derivante dal lavoro consentono i dipendenti di essere emancipati socialmente ed avere una vita libera e dignitosa.
L’assemblea ritiene gli azionisti del fondo ilp i responsabili di questa situazione, e l’ing. Francione è stato il braccio che ha messo in atto questo atto criminoso verso i dipendenti e i creditori, pertanto riteniamo l’ing. Francione persona non gradita, e chiediamo il suo allontanamento immediato, altrimenti i lavoratori metteranno in campo azioni per evitare il suo ingresso in azienda.
L’assemblea permanente si riunirà nel presidio permanente davanti i cancelli della maflow.
Trezzano sul naviglio 09 novembre 2009
Approvato con:
voti favorevoli 280
voti contrari 11
astenuti 1
voti favorevoli 280
voti contrari 11
astenuti 1
sabato 24 ottobre 2009
23 ottobre Sciopero del sindacalismo di base
Buona l'adesaflowione allo sciopero del sindacalismo di base alla M , considerando che, i Lavoratori hanno già fatto sacrifici economici a causa della riduzione del lavoro per cassaintegrazione. L'aumento del numero di ore di cassaintegrazione, e le continue chiusure di stabilimenti produttivi in tutta Italia, è un chiaro segnale che la crisi che hanno provocato i finanzieri e i bancarottieri, la sta pagando la classe dei Lavoratori.
Anche la vicenda Maflow è inserita in questa logica, operazioni finanziarie fumose fatte da un fantomatico fondo d'investimanto "ILP", ha portato la società sull'orlo di una bancarotta, che oggi si concretizza nella amministrazione straordinaria gestita da tre commisari nominati dalla politica per togliere le castagne dal fuoco ai sopracitati bancarottieri.Quali sono le operazioni che questi commissari mettono in campo per riportare la Maflow in condizioni "ottimali"?Taglio dei costi esasperato! i commissari spendono soldi soltanto per l'ordinaria amministrazione, tagliando ogni spesa sui servizi ai clienti, quali: progettazione, parte commerciale, tutto con i tempi della burocrazia lunghissimi.Nel frattempo i clienti si organizzano con altri fornitori, caso BMW, e quando i commissari riusciranno a vendere la Maflow anche se Trezzano S/naviglio sarà all'interno della vendita, chi ci comprerà non avrà altra scelta che tenerci in Cassa integrazione.Quale sarà la risposta dei Lavoratori? Depressione! perchè sono abituati a pensare di risolvere da soli i propri problemi.Bene e ora di cambiare l'atteggiamento.I problemi della classe dei Lavoratori devono diventare un problema sociale, se non abbiamo la forza economica di fare sciopero per non perdere una giornata di paga, allora perchè accettare di perdere il 50% dello stipendio in cassaintegrazione imposto da altri?La protesta di piazza dovrà essere sempre di più una scelta primaria se vogliamo che la crisi non la debba pagare soltanto la classe dei Lavoratori, ma dovranno pagarla anche le imprese che ad oggi stanno guadagnando più soldi delocalizzando il lavoro nei paesi dove il lavoro costa pochissimo. Una ventina di Lavoratori della Maflow ha iniziato questo percorso, forse saremo pochi...ma è solo l'inizio.
giovedì 24 settembre 2009
Solidarietà ai Lavoratori della Metalli preziosi, e Lares
La RSU della Maflow in amministrazione straordinaria di Trezzano sul Naviglio,
esprime la propria solidarietà alle Lavoratrici e ai Lavoratori in lotta della Metalli Preziosi e Lares,
sia con questo comunicato sia appoggiando le iniziative che riterrete mettere in campo per evitare la chiusura dei vostri stabilimenti.
La RSU Maflow ritiene la vostra lotta, una lotta di tutti i Lavoratori di tutte le realtà produttive.
La vostra esperienza, come quella della INNSE, della ESAB, della Manuli ad Ascoli, l'Alcatel di Battipaglia ed altre tantissime crisi di aziende silenziose dovranno essere per noi un insegnamento per affrontare la nostra crisi nel migliore dei modi, evitando se possibile gesti di estrema disperazione come il vostro.
La vostra esperienza dovrà insegnare ai Lavoratori della Maflow e MAN Servizi che la risoluzione individuale della problema è una soluzione fallimentare, per uscire fuori da questa crisi dovremmo fare unità di lotta a tutti i livelli senza distinzioni, operai- impiegati, uomo-donna; bianchi - neri;
Probabilmente anche il sindacato dovrebbe fare un passo in avanti per evitare queste spaccature, ma evidentemente è chiedere troppo.
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha gia perso!
RSU
Maflow
Una copia di questo comunicato lo troverete sul blog
esprime la propria solidarietà alle Lavoratrici e ai Lavoratori in lotta della Metalli Preziosi e Lares,
sia con questo comunicato sia appoggiando le iniziative che riterrete mettere in campo per evitare la chiusura dei vostri stabilimenti.
La RSU Maflow ritiene la vostra lotta, una lotta di tutti i Lavoratori di tutte le realtà produttive.
La vostra esperienza, come quella della INNSE, della ESAB, della Manuli ad Ascoli, l'Alcatel di Battipaglia ed altre tantissime crisi di aziende silenziose dovranno essere per noi un insegnamento per affrontare la nostra crisi nel migliore dei modi, evitando se possibile gesti di estrema disperazione come il vostro.
La vostra esperienza dovrà insegnare ai Lavoratori della Maflow e MAN Servizi che la risoluzione individuale della problema è una soluzione fallimentare, per uscire fuori da questa crisi dovremmo fare unità di lotta a tutti i livelli senza distinzioni, operai- impiegati, uomo-donna; bianchi - neri;
Probabilmente anche il sindacato dovrebbe fare un passo in avanti per evitare queste spaccature, ma evidentemente è chiedere troppo.
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha gia perso!
RSU
Maflow
Una copia di questo comunicato lo troverete sul blog
martedì 22 settembre 2009
Comunicato sindacale
Il giorno 21 settembre 2009 si è tenuto un incontro tra le OOSS e la direzione della Maflow in AS, per avere informazioni e fare le opportune valutazioni sullo stato della procedura straordinaria.
Le rappresentanze sindacali già nelle prime battute hanno espresso preoccupazione per il futuro della Maflow, segnalando come questa situazione se portata avanti nel tempo possa minare la fiducia dei clienti, e nello stesso tempo questa condizione di scarsa liquidità possa bloccare investimenti su progetti futuri, (BMW, Mercedes) che limiterà le possibilità di lavoro nei prossimi anni, facendo trovare impreparata la Maflow in un eventuale ripartenza del settore auto.
La Direzione della Maflow in As rappresentata da un consulente dei commissari, supportato dal responsabile risorse umane ed il direttore di stabilimento, ha dato notizie sulle ultime novità della procedura:
nella scorsa settimana i commissari hanno richiesto ad alcune società “due diligence” società che attraverso indagini, sia patrimoniali che di mercato, fanno valutazioni al fine della vendita, di fare dei preventivi per valutare il gruppo Maflow.
Successivamente il gruppo Maflow verrà valutato e con la collaborazione del commissario polacco si procederà alla vendita.
Per quanto riguarda i tempi per la conclusione dell’operazione la direzione non ha dato scadenze definite.
La criticità con il commissario polacco, sembra sia stata per il momento superata.
Nel dibattito è emerso la situazione della Man servizi, che attualmente si trova in una grave crisi di liquidità, sembra che se la società polacca non versa una parte delle sue spettanze le Lavoratrici e i Lavoratori rischiano di non percepire lo stipendio a fine mese, la RSU ha chiesto che si continui con parità di trattamento tra dipendenti Man e Maflow.
Per la società Man, dal mese di agosto è stata richiesta al tribunale di Torino, dove la società ha sede legale, la possibilità di essere attratta nella procedura di Amministrazione straordinaria della Maflow.
Nell’ultimo periodo hanno lasciato il gruppo Maflow otto dirigenti su diciotto, per gli altri è stato ridimensionato lo stipendio.
Le OOSS ritengono la necessità di accelerare il processo di vendita del gruppo mantenendo invariati i livelli occupazionali, e a tal fine si stanno attivando per richiedere un incontro presso il ministero delle attività produttive, contestualmente fare una valutazione del documento che i commissari presenteranno entro la fine del mese.
Trezzano sul Naviglio 22 settembre 2009
RSU
sabato 12 settembre 2009
FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
12/09/2009 3.18
La Maflow è in liquidazione dal 06 aprile 2009; il tribunale di Milano l’11 maggio 2009 ha dichiarato lo stato d’insolvenza delle società Italiana e Polacca, ed ha disposto la possibilità di poter accedere alla Prodi Bis ( amministrazione straordinaria).
È seguita una fase giudiziale in cui sono stati nominati tre commissari, in un primo tempo con compiti di verifica e controllo, successivamente sono subentrati con compiti di gestione dell’ azienda.
La prima fase della gestione è stata affidata al liquidatore Dott. La Croce.
A metà luglio i commissari hanno preparato e presentato una relazione in cui davano parere favorevole all’accoglimento delle società in Amministrazione Straordinaria (AS).
Il 30 luglio il giudice in camera di consiglio ammette le due società del gruppo in AS la società italiana senza osservazioni, per la società polacca la Bank Handlowy ha presentato osservazioni.
[1]Nonostante quanto riferito, il giudice ammette le società in AS sulla base di una legge europea. In Polonia nasce il problema in quanto il commissario (sindic) nominato dal tribunale di Varsavia applica una legislazione diversa (liquidazione fallimentare), da quella disposta dal Tribunale di Milano.
La prima attività del sindic è stata quella di cacciare fuori dagli stabilimenti polacchi tutti i dipendenti Italiani, li ha sostituiti con altri consulenti polacchi,
Vero che a tutti i dirigenti sono stati ridotti gli stipendi, ma con tutti i consulenti italiani e polacchi, secondo me i costi sono aumentati! Sic!!
Successivamente il sindic ha intrapreso trattative con clienti, fornitori possibili compratori per dismettere gli stabilimenti, al fine di poter restituire i crediti, vantati dai fornitori e banche, Questa condizione ha messo in serio pericolo la continuazione dell’attività produttiva per l’intero gruppo.
Sembra che tramite mediazioni internazionali, addirittura la presidenza del consiglio attraverso Gianni Letta, hanno attivato il console italiano in Polonia per evitare che il sindic vendesse la società.
A quanto mi risulta il giudice polacco ha bloccato temporaneamente la vendita, ma la gestione resta in capo al sindic.
Tralasciamo un attimo la questione polacca per ritornare in Italia è la nostra AS.
Secondo la legge 270/1999 i commissari nominati per la gestione straordinaria, dopo 60 giorni dovranno presentare una relazione al ministero delle attività produttive e al giudice in cui dovranno scrivere come e in quali modalità intenderanno procedere per il risanamento delle società in AS, la legge ha individuato due possibili soluzioni:
1. La vendita
2. la ristrutturazione
Nel primo caso la procedura dura un anno, nel secondo caso la procedura dura due anni,
Premesso che i commisari hanno già indicato nella relazione che l’unica soluzione di continuità per questa azienda resta la vendita e tra l’altro riconfermato dal Tribunale di Milano nella sentenza del 30 luglio, che v’invito a leggere la trovate sul blog http://vogliamocontinuarealavorareallamaflow.blogspot.com/
Il Tribunale di Milano ritiene sussiste il requisito previsto dall’art.27 comma 2 lettera a,d,lgs. N. 270/1999, in quanto sussistono concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali, attraverso la cessione dei complessi aziendali, sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad un anno.
Secondo i commissari, la continuità dell’attività produttiva potrebbe aumentare le possibilità di successo delle operazioni di dismissione, in abbinamento ad un imprescindibile intervento di taglio dei costi e per quanto possibile, di incremento del fatturato. Allo stesso tempo i commissari hanno sottolineato l’esigenza di definire la dismissione dei complessi aziendali in tempi molto brevi, dato che in questo frangente la prosecuzione dell’attività d’impresa genera delle perdite ed è concreto il rischio che la società non disponga delle risorse necessarie per la copertura del correlato fabbisogno finanziario.
Con questa premessa quali i possibili scenari futuri?
Secondo me le ipotesi sono le seguenti:
a. Escludo il caso ristrutturazione
b. I tempi sono talmente brevi che i commissari venderanno il gruppo così come lo conosciamo, o con aggiustamenti a livello di organizzazione;
c. I tempi sono talmente brevi che i commissari venderanno il gruppo inteso come complesso di beni immobili e attrezzature, e trasferisce nella nuova società soltanto una parte del personale. ( Modello Alitalia) chi resta in Maflow segue il fallimento con CIGS e Mobilità;
d. Esiste già un compratore che in qualche modo resterà dietro le quinte per far si che i commissari applichino i tagli previsti, quest’ipotesi prevede che i commissari resteranno fino a gennaio febbraio.
Tutte le ipotesi che prevedono tagli del personale, prevedono una chiusura dello stabilimento di Trezzano nel breve periodo, in quanto secondo me sotto la soglia dei trecento dipendenti il sito di Trezzano con i 14000 metri quadri non ammortizza i costi dell’immobile, quindi facilmente si potrà prevedere in futuro un trasloco di tutte le attività, che significa chiusura, questo deve portarci tutti sulla stessa barca.
Quale strategia adottare per mantenere lo stabilimento di Trezzano S/Naviglio e Ascoli in attività?
Almeno una volta nella vita dovremmo unirci tutti i Lavoratori, creare un gruppo di lavoro, fatto da operai, impiegati e anche qualche dirigente ( no Frangione) che sulla base dei documenti presentati dai commissari, dovremmo costruire un piano industriale alternativo, che dovrà obbligare i commissari e soprattutto a chi compra a dover reinvestire in Italia, questa e la nostra unica possibilità di salvezza, la lotta va fatta con delle proposte, magari porterà meno utili ma dobbiamo essere pronti, e organizzati.
La lotta sindacale devono essere fatte per obbligare a chi compra che esiste un piano industriale alternativo, e anche se è meno conveniente per il nuovo compratore, la nostra lotta renderà molto più costoso il piano industriale del compratore, questo deve essere obbligato ad accettare un piano serio alternativo che è il nostro, gli facciamo fare anche la figura del buon samaritano.
Le lotte servono in questa fase, perché tanti focolai: INNSE, Manuli, Esab, Alcatel e tante altre dovranno far riflettere chi ci governa ma anche chi va a votare, che l’economia del mondo non può essere lasciata in mano alle imprese private perché queste mettono al primo posto il lucro, l’utile, è logico che chiudono gli stabilimenti dove la manodopera costa e aprono stabilimenti negli stati dove si risparmia, quindi si guadagna di più.
Uno Stato equo ha caratteristiche di mutualità e solidarietà.
Conclusione:
Nel mese di settembre anche i dipendenti della Man servizi dovrebbero entrare in As, di fatto oggi tutti i dipendenti legati ad attività di progettazione stanno bivaccando, in quando l’industria automobilistica un po’ a causa della crisi del mercato, molto per la scarsa fiducia che questa situazione possa avere dei risvolti positivi, hanno tolto alla Maflow alcuni progetti già avviati, e non ne arrivano di nuovi; sarà superfluo scrivere che senza progetti futuri significherà senza produzioni negli anni che seguiranno.
Proposta
Organizziamo al più presto un gruppo di lavoro che costituisca un piano industriale alternativo e anche che abbia un certo senso, parlando con alcuni dipendenti della Man, so che era già stato proposto una roba del genere nel 2003, ma non è stato preso in considerazione, secondo me mancava l’appoggio di qualcuno quello giusto, adesso previo verifica potremmo farlo nostro e sponsorizzarlo, magari con delle piccole modifiche! settimana prossima per sabato organizziamo un assemblea per chi è interessato a partecipare nella sede della cub in via Odazio ang. Via Apuli Milano, da questa base deve nascere un nostro progetto.
[1] Fonte un Commissario
La Maflow è in liquidazione dal 06 aprile 2009; il tribunale di Milano l’11 maggio 2009 ha dichiarato lo stato d’insolvenza delle società Italiana e Polacca, ed ha disposto la possibilità di poter accedere alla Prodi Bis ( amministrazione straordinaria).
È seguita una fase giudiziale in cui sono stati nominati tre commissari, in un primo tempo con compiti di verifica e controllo, successivamente sono subentrati con compiti di gestione dell’ azienda.
La prima fase della gestione è stata affidata al liquidatore Dott. La Croce.
A metà luglio i commissari hanno preparato e presentato una relazione in cui davano parere favorevole all’accoglimento delle società in Amministrazione Straordinaria (AS).
Il 30 luglio il giudice in camera di consiglio ammette le due società del gruppo in AS la società italiana senza osservazioni, per la società polacca la Bank Handlowy ha presentato osservazioni.
[1]Nonostante quanto riferito, il giudice ammette le società in AS sulla base di una legge europea. In Polonia nasce il problema in quanto il commissario (sindic) nominato dal tribunale di Varsavia applica una legislazione diversa (liquidazione fallimentare), da quella disposta dal Tribunale di Milano.
La prima attività del sindic è stata quella di cacciare fuori dagli stabilimenti polacchi tutti i dipendenti Italiani, li ha sostituiti con altri consulenti polacchi,
Vero che a tutti i dirigenti sono stati ridotti gli stipendi, ma con tutti i consulenti italiani e polacchi, secondo me i costi sono aumentati! Sic!!
Successivamente il sindic ha intrapreso trattative con clienti, fornitori possibili compratori per dismettere gli stabilimenti, al fine di poter restituire i crediti, vantati dai fornitori e banche, Questa condizione ha messo in serio pericolo la continuazione dell’attività produttiva per l’intero gruppo.
Sembra che tramite mediazioni internazionali, addirittura la presidenza del consiglio attraverso Gianni Letta, hanno attivato il console italiano in Polonia per evitare che il sindic vendesse la società.
A quanto mi risulta il giudice polacco ha bloccato temporaneamente la vendita, ma la gestione resta in capo al sindic.
Tralasciamo un attimo la questione polacca per ritornare in Italia è la nostra AS.
Secondo la legge 270/1999 i commissari nominati per la gestione straordinaria, dopo 60 giorni dovranno presentare una relazione al ministero delle attività produttive e al giudice in cui dovranno scrivere come e in quali modalità intenderanno procedere per il risanamento delle società in AS, la legge ha individuato due possibili soluzioni:
1. La vendita
2. la ristrutturazione
Nel primo caso la procedura dura un anno, nel secondo caso la procedura dura due anni,
Premesso che i commisari hanno già indicato nella relazione che l’unica soluzione di continuità per questa azienda resta la vendita e tra l’altro riconfermato dal Tribunale di Milano nella sentenza del 30 luglio, che v’invito a leggere la trovate sul blog http://vogliamocontinuarealavorareallamaflow.blogspot.com/
Il Tribunale di Milano ritiene sussiste il requisito previsto dall’art.27 comma 2 lettera a,d,lgs. N. 270/1999, in quanto sussistono concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali, attraverso la cessione dei complessi aziendali, sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad un anno.
Secondo i commissari, la continuità dell’attività produttiva potrebbe aumentare le possibilità di successo delle operazioni di dismissione, in abbinamento ad un imprescindibile intervento di taglio dei costi e per quanto possibile, di incremento del fatturato. Allo stesso tempo i commissari hanno sottolineato l’esigenza di definire la dismissione dei complessi aziendali in tempi molto brevi, dato che in questo frangente la prosecuzione dell’attività d’impresa genera delle perdite ed è concreto il rischio che la società non disponga delle risorse necessarie per la copertura del correlato fabbisogno finanziario.
Con questa premessa quali i possibili scenari futuri?
Secondo me le ipotesi sono le seguenti:
a. Escludo il caso ristrutturazione
b. I tempi sono talmente brevi che i commissari venderanno il gruppo così come lo conosciamo, o con aggiustamenti a livello di organizzazione;
c. I tempi sono talmente brevi che i commissari venderanno il gruppo inteso come complesso di beni immobili e attrezzature, e trasferisce nella nuova società soltanto una parte del personale. ( Modello Alitalia) chi resta in Maflow segue il fallimento con CIGS e Mobilità;
d. Esiste già un compratore che in qualche modo resterà dietro le quinte per far si che i commissari applichino i tagli previsti, quest’ipotesi prevede che i commissari resteranno fino a gennaio febbraio.
Tutte le ipotesi che prevedono tagli del personale, prevedono una chiusura dello stabilimento di Trezzano nel breve periodo, in quanto secondo me sotto la soglia dei trecento dipendenti il sito di Trezzano con i 14000 metri quadri non ammortizza i costi dell’immobile, quindi facilmente si potrà prevedere in futuro un trasloco di tutte le attività, che significa chiusura, questo deve portarci tutti sulla stessa barca.
Quale strategia adottare per mantenere lo stabilimento di Trezzano S/Naviglio e Ascoli in attività?
Almeno una volta nella vita dovremmo unirci tutti i Lavoratori, creare un gruppo di lavoro, fatto da operai, impiegati e anche qualche dirigente ( no Frangione) che sulla base dei documenti presentati dai commissari, dovremmo costruire un piano industriale alternativo, che dovrà obbligare i commissari e soprattutto a chi compra a dover reinvestire in Italia, questa e la nostra unica possibilità di salvezza, la lotta va fatta con delle proposte, magari porterà meno utili ma dobbiamo essere pronti, e organizzati.
La lotta sindacale devono essere fatte per obbligare a chi compra che esiste un piano industriale alternativo, e anche se è meno conveniente per il nuovo compratore, la nostra lotta renderà molto più costoso il piano industriale del compratore, questo deve essere obbligato ad accettare un piano serio alternativo che è il nostro, gli facciamo fare anche la figura del buon samaritano.
Le lotte servono in questa fase, perché tanti focolai: INNSE, Manuli, Esab, Alcatel e tante altre dovranno far riflettere chi ci governa ma anche chi va a votare, che l’economia del mondo non può essere lasciata in mano alle imprese private perché queste mettono al primo posto il lucro, l’utile, è logico che chiudono gli stabilimenti dove la manodopera costa e aprono stabilimenti negli stati dove si risparmia, quindi si guadagna di più.
Uno Stato equo ha caratteristiche di mutualità e solidarietà.
Conclusione:
Nel mese di settembre anche i dipendenti della Man servizi dovrebbero entrare in As, di fatto oggi tutti i dipendenti legati ad attività di progettazione stanno bivaccando, in quando l’industria automobilistica un po’ a causa della crisi del mercato, molto per la scarsa fiducia che questa situazione possa avere dei risvolti positivi, hanno tolto alla Maflow alcuni progetti già avviati, e non ne arrivano di nuovi; sarà superfluo scrivere che senza progetti futuri significherà senza produzioni negli anni che seguiranno.
Proposta
Organizziamo al più presto un gruppo di lavoro che costituisca un piano industriale alternativo e anche che abbia un certo senso, parlando con alcuni dipendenti della Man, so che era già stato proposto una roba del genere nel 2003, ma non è stato preso in considerazione, secondo me mancava l’appoggio di qualcuno quello giusto, adesso previo verifica potremmo farlo nostro e sponsorizzarlo, magari con delle piccole modifiche! settimana prossima per sabato organizziamo un assemblea per chi è interessato a partecipare nella sede della cub in via Odazio ang. Via Apuli Milano, da questa base deve nascere un nostro progetto.
[1] Fonte un Commissario
domenica 9 agosto 2009
LAVORATORI IN LOTTA
SOLIDARIETA' AI LAVORATORI DELLA MANULI AD ASCOLI E DELLA INNSE A MILANO CHE STANNO LOTTANDO CONTRO L'AVIDITA' DEI PADRONI, CHE PER FARE PIU' SOLDI NON ESITANO A LICENZIARE I LAVORATORI CHE DA OLTRE TRENT'ANNI LI HANNO FATTI ARRICCHIRE CON IL PROPRIO LAVORO.
QUESTE LOTTE DOVRANNO INSEGNARCI LE AZIONI CHE DOVREMMO INTRAPRENDERE AD OTTOBRE NELL'EVENTUALITA' CHE I COMMISSARI VOLESSERO LASCIARE A CASA I LAVORATORI DELLA MAFLOW.
NOI SIAMO LA SOLUZIONE ALLA CRISI ECONOMICA!!!
QUESTE LOTTE DOVRANNO INSEGNARCI LE AZIONI CHE DOVREMMO INTRAPRENDERE AD OTTOBRE NELL'EVENTUALITA' CHE I COMMISSARI VOLESSERO LASCIARE A CASA I LAVORATORI DELLA MAFLOW.
NOI SIAMO LA SOLUZIONE ALLA CRISI ECONOMICA!!!
Iscriviti a:
Post (Atom)
